Il vaccino contro la rabbia è un cosiddetto vaccino inattivato.
I vaccini inattivati sono ampiamente collaudati e, non contenendo agenti patogeni vivi, sono ben tollerati.
Scoprite qui come agisce un vaccino inattivato.
La rabbia è una malattia virale che, alla comparsa dei sintomi, ha sempre un decorso letale. Si trasmette principalmente attraverso morsi o graffi di animali infetti. In Svizzera la malattia non è presente negli animali terrestri, ma alcuni pipistrelli possono ancora essere portatori del virus. La vaccinazione è raccomandata per i gruppi a rischio.
| Vaccinazione | Età in mesi | Età in anni | |||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 0 | 2 | 3 - 4 | 4 | 5 | 9 | 12 | 12 - 18 | 4 - 7 | 11 - 15 | 25 | 45 | a partire da 65 | |||
Rabbia | |||||||||||||||
Per «rabbia terrestre» si intende la forma della malattia che colpisce gli animali terrestri, come volpi e altri animali selvatici nonché animali domestici o da reddito. Dal 1999, la Svizzera è ufficialmente libera da questa forma di rabbia.
In Svizzera, i pipistrelli possono ancora trasmettere la rabbia (rabbia da pipistrello), ma il rischio di contagio per l’uomo è molto basso. In caso di contatto con un pipistrello, è importante rivolgersi subito a un medico.
Esiste inoltre un rischio residuo, seppur minimo, di rabbia terrestre legato all’importazione illegale di animali domestici o da reddito provenienti da Paesi in cui la malattia è ancora presente.
La vaccinazione contro la rabbia è raccomandata a chi, per motivi professionali o per attività praticate nel tempo libero, corre un rischio elevato di contagio, come veterinari, ricercatori di pipistrelli o personale di laboratorio potenzialmente a contatto con il virus.
La valutazione del rischio di rabbia è inoltre parte di ogni consulenza di medicina dei viaggi: rivolgetevi a un medico per verificare se sia il caso di sottoporsi alla vaccinazione.
I programmi di vaccinazione degli animali selvatici hanno permesso di eradicare completamente la malattia in Svizzera: il Paese è ufficialmente libero dalla rabbia terrestre dal 1999. La probabilità di contrarre la malattia tramite contatto con animali è quindi estremamente bassa, motivo per cui la vaccinazione è raccomandata solo per determinati gruppi o situazioni a rischio. Un rischio residuo, seppur minimo, sussiste a causa della presenza dei pipistrelli e dell’importazione illegale di animali provenienti da Paesi in cui la rabbia è ancora presente.
Vaccinazione prima di un possibile contatto
La vaccinazione viene somministrata a scopo preventivo, prima di un eventuale contatto con animali potenzialmente infetti, e garantisce una protezione di base. In caso di morso o graffio, è comunque necessario rivolgersi rapidamente a un medico. Tuttavia, in genere chi è già vaccinato necessita solo di due dosi aggiuntive e il trattamento può quindi essere pianificato più facilmente rispetto alle persone non vaccinate.
Vaccinazione dopo un contatto
La vaccinazione serve specificatamente a prevenire lo sviluppo della malattia a seguito di un morso o un graffio di animali potenzialmente infetti dal virus, oppure se la saliva di questi animali è entrata in contatto con pelle lesa o mucose. Deve essere effettuata immediatamente, soprattutto nelle persone non vaccinate. A seconda dello stato vaccinale precedente, sono necessarie da due a quattro dosi. Il medico stabilisce se sia necessario somministrare anche gli anticorpi antirabbia (immunoglobuline).
Oltre alla vaccinazione, è raccomandato evitare il contatto con animali sconosciuti, in particolare cani, gatti, animali selvatici o animali morti. La rabbia si riscontra soprattutto nei cani e nei pipistrelli, ma può colpire, in linea di principio, qualsiasi mammifero. Prima di visitare grotte, informatevi sulla presenza di pipistrelli.
La vaccinazione preventiva non offre una protezione completa contro la rabbia. Se una persona vaccinata viene morsa o graffiata da un animale, sono necessarie almeno due dosi aggiuntive. In questi casi, di solito non è necessario somministrare anche gli anticorpi (immunoglobuline).
Sì. La vaccinazione post-esposizione è molto efficace se iniziata immediatamente. Il trattamento comprende la cura della ferita, la vaccinazione e, se necessario, la somministrazione di anticorpi (immunoglobuline).
Gli anticorpi offrono una protezione immediata, fornendo all’organismo sostanze di difesa capaci di neutralizzare rapidamente il virus della rabbia prima che raggiunga il sistema nervoso centrale. Si tratta di una misura di protezione essenziale: infatti, una volta che il virus raggiunge il cervello, l’esito è quasi sempre letale. La vaccinazione stimola inoltre la produzione di anticorpi propri dell’organismo, anche se questo processo richiede alcuni giorni.
Informazioni sul rimborso dei costi delle vaccinazioni e dei vaccini da parte dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (assicurazione di base) sono disponibili sulla pagina web dell’UFSP Assunzione dei costi per le vaccinazioni.